giovedì 6 marzo 2008
La polizia postale rivela che ultimamente la quantità di denunce per diffamazione attinenti a siti Web e blog è in continua crescita.
Uno dei problemi principali è se il gestore di un blog è responsabile anche dei contenuti di lettori che inseriscono i propri commenti. Se un blog viene inteso come una testata giornalistica di cui il gestore è il direttore responsabile, allora ha responsabilità anche sui contenuti postati da terzi. Ma questa assimilazione è tutt’altro che assodata, anzi il popolo della rete è pressoché unanime nell’affermare che il blog non è in nessun caso una testata giornalistica, ma solo un canale di espressione del libero pensiero.
Anche i collegamenti ad altri siti sotto forma di link o di esplicita citazione di frammenti di testo possono costituire motivazione utile a generare una denuncia per diffamazione. Si cita un altro blog o una testata giornalistica in cui una certa persona è vittima di dichiarazioni infamanti ed ecco che si è subito denunciati.
Gli effetti di questa facilità a ricorrere alla querela per attaccare siti e blog ritenuti scomodi sono, nel caso più rapido, l’immediata chiusura del sito o del blog. Ma nei casi più lunghi e controversi l’apertura di un procedimento giudiziario spesso privo di vero significato e basato su fatti del tutto aleatori. Quello che invece non è aleatorio è l’intasamento della macchina giudiziaria con azioni processuali spesso del tutto vacue e senza logica, condotte in nome della difesa del prestigio personale di chi, spesso, esplica il proprio potere in azioni tutt’altro che lecite o pulite.
Vero è che fino alla condanna espressa da una sentenza in cassazione un cittadino va ritenuto comunque innocente, ma l’eccessiva libertà nello sporgere querele anche contro chi semplicemente commenta un fatto o un’opinione pronunciata da altri rischia di essere un vero e proprio limite per la libertà di espressione in un paese democratico. E non è capzioso ricordare che gli stati in cui la libertà di parola è più ridotta puntano proprio a oscurare Internet e i suoi canali proprio attraverso strumenti di carattere giudiziario...
venerdì 22 febbraio 2008
Sciopero su eBay a livello internazionale degli utenti per sottolineare i problemi esistenti
Da poco infatti eBay ha attribuito ai soli acquirenti il diritto di emettere giudizi sui venditori, bollando come inaffidabili quelli che in qualche modo hanno condotto in modo scorretto o non del tutto inappuntabile il perfezionamento dell’acquisto o hanno divulgato informazioni di presentazione del prodotto non corrispondenti alle caratteristiche effettive della merce in vendita.
I venditori invece non sono più abilitati a esprimere opinioni sui clienti e possono solamente limitarsi a segnalare al personale eBay i comportamenti degli utenti disonesti, rinunciando alla possibilità di intervenire in prima persona anche con l’esternazione di giudizio chiaro.
Dal 18 al 25 febbraio tutti i più operosi venditori della casa d’aste on line hanno decretato perciò uno sciopero, astenendosi da ogni attività commerciale.
Ad accendere la miccia della rivolta ha contribuito la dichiarazione del CEO di eBay, John Donahoe, che ha marchiato come “solo rumore” le lamentele dei venditori, dando bene ad intendere che al momento le politiche dell’azienda non sono in nessun caso volte a tutelarne gli interessi e le esigenze.
Benché non si abbiano dati precisi sulla percentuale di utenti che hanno aderito allo sciopero, rimane che questo è il primo esempio di contrapposizione forte e radicale tra il management del portale e gli utenti che rappresentano la linfa su cui si basa l’economia di una delle più lucrative aziende della new economy.
lunedì 18 febbraio 2008
L'Antitrust ha iniziato ad indagare e a prendere una prima importante decisione: bocco del distacco della linea telefonica e del pagamento bollette de
Bollette gonfiate per dialer e numeri a pagamento, tipo 899 e numerazioni satellitari ?
Finalmente dopo tante denunce, l'Antitrust italiano ha iniziato ad indagare e a prendere una prima importante decisione: le società telefoniche non devono staccare la linea telefonica ai cittadini che non pagano le bollette perchè secondo loro impropriamente aumentate da telefonate non fatte di propria spontanea volontà.
Sotto accusa sono soprattutto alcuni dialer presenti su Internet che si attivano senza che l'utente se ne accorga facendo lievitare sensibilmente la bolletta telefonica.
E fino alla fine delle indagine, come è logico, gli utenti con queste bollette potranno non pagare le somme previste, fino all'accertamente dell'Autorità di Controllo che sta cercando, finalmente, di "inquadrare la situzione".
Nello stesso comunicato dell'Autorità di controllo viene spiegato il funzionamento dei dialer "colpevoli" che molti dei lettori di webamsterpoint ovviamente conoscono e sanno come evitare: "questi programmi alterano i parametri della connessione a internet impostati sul computer dell'utente, agendo sul numero telefonico del collegamento e sostituendolo con un numero a pagamento maggiorato su prefissi internazionali satellitari o speciali".
Per il momento sono indagate 7 società attive nel settore dei numeri a pagamento: Elsacom,Globastar Europe, Csinfo, Eutelia, Karupa, 10993 srl, Teleunit e Voiceplus.
Le operazioni di controllo stanno avvenendo con l'aiuto della Guardia di Finanza.
E', forse, il primo passo verso l'eliminazione definitiva dei dialer su Internet ?
Perchè se a livello telefonico, Telecom Italia e gli altri operatori hanno limitato l'uso della numerazione per servizi aggiunti a pagamento grazie all'introduzione di nuovi regolamenti che richiedono il previo assenso dell'utente, la situazione è ancora una giungla su Internet.
omminate le prime multe ai possessori di portali e siti aziendali che non presentano la partita IVA in home page.
La disposizione implica in sostanza che non basta inserire l’anagrafica dell’azienda in qualche sottopagina annidata, ma deve essere ben presente già nella pagina di apertura del sito.
Inoltre, come recita la Risoluzione 60 di maggio 2006 della Agenzia delle Entrate, «il numero di Partita IVA, attribuito dagli Uffici dell’Agenzia a quanti intraprendono l’esercizio di impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, deve essere indicato nella home-page del sito Web anche nel caso in cui il sito venga utilizzato per scopi meramente propagandistici e pubblicitari, senza il compimento di attività di commercio elettronico».
La novità è che sono iniziate a fioccare delle multe ad alcune aziende che invece non si sono attenute a questa normativa, per ignoranza o per semplice negligenza.
Non si tratta di multe milionarie, per fortuna dei proprietari dei siti inadempienti, dal momento che la sanzione oscilla tra i 258 e i 2.065 euro, definita nel d.lgs. 472/1997. Ciononostante è più che opportuno verificare la condizione del proprio sito Web aziendale per assicurarsi che non ci si esponga al rischio di impinguare ulteriormente il legittimo prelievo esercitato dall’Agenzia delle Entrate anche a causa di distrazioni o di superficialità.
Come sospendere le rate del mutuo
Luciano Fanti, Responsabile Diritto Bancario Codacons
Sul punto si era già registrato l'apporto della Legge 40/07 (Bersani) che aveva già segnato la via per una semplificazione ed una maggiore mobilità in questo specifico settore bancario.
Quale sono stati gli effetti di queste norme? E' ancora presto per una risposta? Vediamo.
Gli strumenti dei quali oggi dispone il consumatore sono piuttosto innovativi e possono realmente semplificare ovvero risolvere la vita di molte famiglie italiane.
La rata del mutuo è divenuta in questi ultimi anni sempre più insostenibile, sia perché sono aumentati sensibilmente i parametri di riferimento dei tassi (variabili) sia perché la situazione economica non è certo favorevole e molte famiglie affrontano le scadenze economiche con il supporto di un lavoro divenuto sempre più precario.
Ed allora rinegoziare la durata di un mutuo ovvero rideterminare il tasso (in base all'art. 8, n.
E la stessa soluzione può essere raggiunta attraverso la surrogazione del mutuo, in quanto la banca presso la quale si porta il mutuo potrà concordare con il nuovo cliente condizioni più favorevoli.
Infatti, l'art. 8 appena citato stabilisce che, in caso di mutuo, apertura di credito od altri contratti di finanziamento da parte di intermediari bancari e finanziari, il debitore ha facoltà di chiedere la surrogazione del mutuo.
In tale ipotesi, il mutuante surrogato (nuova banca) subentra nelle garanzie accessorie, personali e reali, al credito originario e l'annotamento di surrogazione può essere richiesto al conservatore senza formalità, allegando copia autentica dell'atto di surrogazione stipulato per atto pubblico o scrittura privata.
E quali sono i costi? L'art. 8, n. 3 stabilisce che è nullo ogni patto, anche posteriore alla stipulazione del contratto, con il quale si impedisca o si renda oneroso per il debitore l'esercizio della facoltà di surrogazione, la quale comporta il trasferimento del contratto di mutuo esistente, alle condizioni stipulate tra il cliente e la banca subentrante, con l'esclusione di penali o altri oneri di qualsiasi natura.
Quindi, non possono essere imposte al cliente spese o commissioni per la concessione del nuovo mutuo, per l'istruttoria e per gli accertamenti catastali, che si svolgono secondo procedure di collaborazione interbancaria improntate a criteri di massima riduzione dei tempi, degli adempimenti e dei costi connessi.
E del tutto gratuita è anche la accennata rinegoziazione, in quanto la possibilità del creditore originario e del debitore di pattuire la variazione, senza spese, delle condizioni del contratto di mutuo in essere, mediante semplice scrittura privata anche non autenticata, ossia senza l'ausilio del notaio.
Si badi, la surrogazione (per volontà del debitore) e la ricontrattazione non comportano il venir meno dei benefici fiscali.
A ben vedere la maggior parte di queste operazioni potevano essere realizzate anche senza l'intervento del legislatore, ma evidentemente, la banche italiane hanno necessità di un provvedimento inderogabile per farsi un po' di concorrenza.
Un ulteriore contributo per affrontare le rate del mutuo viene direttamente dalla Legge Finanziaria 2008, che ha introdotto il diritto alla sospensione del mutuo prima casa, per non più di due volte e per un massimo di diciotto mesi, sempre che il mutuo non sia oggetto di procedimento esecutivo.
La sospensione delle rate rappresenta una scialuppa di salvataggio per coloro che improvvisamente si trovano nell'impossibilità di pagare le rate di mutuo. Ma al termine del periodo di sospensione devono riprendere i pagamenti mentre quelli sospesi si accodano alla fine del piano di rimborso.
Ad ogni modo, si rende opportuna l'emanazione del regolamento attuativo che chiarisca i presupposti reddituali e sociali per la sospensione nonchè la dotazione finanziaria del Ministero competente.
Nelle more, comunque, è utile inviare una lettera alla banca per manifestare la difficoltà economica del mutuatario.
Tale comunicazione può risultare utile anche per spuntare altre soluzioni, come la rinegoziazione, ovvero per anticipare l'operatività della sospensione che alcune banche hanno cominciato ad organizzare anche senza il ricorso ai fondi del Ministero dell'Economia.
Tutto ciò conferma che le soluzioni ci sono. Ma occorre armarsi di molta pazienza perché le banche, spesso, sono meno informate dei clienti. E le segnalazioni che giungono alle ns. sedi, in tutta Italia, sono a volte sconcertanti.
Torneremo presto a riparlare di mutui ipotecari.
FAC - SIMILE
Spett.le
Banca .......
RACCOMANDATA A.R.
Oggetto: richiesta sospensione mutuo n. ............ intestato a .....................
L'attuale situazione dei tassi di interesse e la mia particolare situazione economica stanno rendendo sempre più difficile il pagamento delle rate del mutuo in oggetto.
Tali circostanze mi consentirebbero di usufruire della sospensione dei pagamenti prevista dalla finanziaria 2008 per cui il debitore può sospendere “il pagamento delle rate per non più di due volte e per un periodo massimo complessivo non superiore a diciotto mesi nel corso dell’esecuzione del contratto”.
In tal caso, la durata del contratto di mutuo e quella delle garanzie per esso prestate verrebbero prorogate di un periodo eguale alla durata della sospensione ed i pagamenti delle rate riprenderebbero secondo gli importi e con la periodicità originariamente previsti dal contratto.
Pertanto, il sottoscritto comunica formalmente di voler usufruire della sospensione delle rate del mutuo in oggetto, come previsto dalla Legge finanziaria 2008.
Mi rendo comunque disponibile a rinegoziare, senza spese, le condizioni del contratto di mutuo in essere, mediante scrittura privata (ex. art. 8, n.3, L. 40/07), al fine di ottenere dei benefici analoghi a quelli conseguenti alla sospensione delle rate.
Diversamente, mi vedrò costretto ad interrompere i pagamenti o a trasferire il contratto di mutuo ad un'altra banca, mediante la surrogazione gratuita prevista dall'art. 8 delle Legge 40/07.
Distinti saluti.
sabato 16 febbraio 2008
Documenti contabili
| L’art. 1130, ult. co., c.c., stabilisce che, l’amministratore “.. alla fine di ciascun anno, deve rendere il conto della gestione”. |
| Il codice non prevede altre norme in relazione agli obblighi per la tenuta della contabilità. |
| Non ci sono quindi libri contabili obbligatori o regole di contabilità da rispettare; è sufficiente che l'amministratore predisponga un prospetto riassuntivo delle spese e della ripartizione intellegibile per i condomini. Tale rendicontazione è soggetta, comunque, ad approvazione dell'assemblea con la maggioranza prevista dai commi 1,2,3 dell'art. 1136 del cod. civ. Tali delibere sono impugnabili ai sensi dell'art. 1137 cod. civ. entro 30 giorni che decorrono dalla data di deliberazione per i condomini dissenzienti e dalla comunicazione per gli assenti. |
| per cui un amministratore potrebbe, teoricamente, adottare un qualsiasi sistema di contabilità e presentare un semplice elenco delle entrate e delle uscite. L'importante è che le spese corrispondano alla verità dei fatti. |
| In realtà la gestione condominiale è diventata sempre più complessa per tutte le nuove problematiche inerenti ai nuovi servizi, e con le quali l'amministratore deve coordinare tutta la sua attività e quindi anche quella contabile; ma anche e non ultime le norme fiscali che vedono il condominio come sostituto d'imposta, la comunicazione all'anagrafe tributaria e il potere del Ministero delle Finanze di chiedere agli amministratori di condomini dati e documenti relativi alla gestione. Pertanto, a fronte di questa situazione ne deriva un vero e proprio obbligo per gli amministratori di conservare dati e documenti contabili nonchè i bilanci. |
venerdì 15 febbraio 2008
Come spendere 9 euro invece di 300 dal notaio
da La Repubblica di Antonella Donati
Una serie di operazioni, per esempio quando si vende o si acquista una casa, possono essere fatte direttamente, spesso anche via internet. Sulla parcella del notaio previsto il 30% di sconto, ma solo se si chiede.
Fare a meno del notaio per comprare casa non si può. Risparmiare sì, e anche in maniera significativa. E questo un po’ grazie alle varie “lenzuolate”, un po’ per merito del decreto fiscale dell’ottobre scorso che ha abolito le imposte sulle visure catastali e ridotto i costi per quelle ipotecarie. Insomma le opportunità di spendere meno ci sono, ma occorre entrare nell’ordine delle idee di far da sé alcune delle operazioni finora delegate al notaio e che incidono per svariate centinaia di euro sul costo dell’atto. Se ci si attiva in proprio, invece, si risparmia, e non si corre alcun rischio anche se bisogna essere un minimo in grado di districarsi tra le carte.
Dalla carta alla banca dati on line – Come abbiamo precisato più volte rispondendo ai quesiti dei lettori, il ricorso al notaio è indispensabile perchè solo gli atti che portano il suo timbro possono essere trascritti nei registri pubblici della proprietà immobiliare. I registri si trovano nelle conservatorie, ossia negli uffici provinciali dell’Agenzia del territorio. Si tratta di registri in parte automatizzati: l’operazione di creazione delle banche dati è partita nel 1996 e ha riguardato i 20 anni precedenti. Non tutti gli uffici sono però partiti nello stesso momento per cui, ad esempio, i dati dell’Ufficio provinciale di Roma risalgono al 1974, mentre in molti altri uffici si parte dal 1978. Naturalmente per gli anni precedenti è sempre possibile effettuare la ricerca sugli atti che sono ancora solo in formato cartaceo. Interrogare le banche dati catastali consente di ottenere l’”albero genealogico” di ogni immobile perchè accanto ai dati catastali veri e propri (foglio, particella, categoria, classe, consistenza, rendita), compaiono anche i dati relativi alla tipologia dell’atto trascritto, ossia se l’attuale proprietario lo ha acquistato, avuto in donazione o per successione.
Inoltre si possono avere tutte le indicazioni sulle iscrizioni di ipoteca e vincoli di altro genere (per esempio: pignoramenti, sequestri, citazioni, ecc…) e sulle annotazioni che hanno modificato i diritti esistenti su un dato immobile (per esempio: cancellazione di ipoteche, di pignoramenti, ecc…).
Insomma tutto ma proprio tutto quello che occorre quando si tratta di acquistare casa. Senza una visura ipocatastale, infatti, non è possibile fare l’atto. E di questa visura di solito si occupa il notaio, il tutto al costo di svariate centinaia di euro anche se.
Registri pubblici e accesso diretto – Anche se a tutti questi dati è possibile accedere direttamente, ossia senza passare da agenzie immobiliari, geometri, intermediari vari o notai. I registri immobiliari, infatti, sono pubblici e come tali l’accesso è aperto a tutti i cittadini, che possono chiedere una visura storica che comprenda anche una verifica nei registri cartacei semplicemente recandosi negli uffici. Costo dell’ispezione catastale: zero. Possibile? Sì, perchè ad ottobre 2006 sono state abolite le tasse sulle visure catastali e restano solo quelle per le ispezioni ipotecarie (dai 6 euro per le visure semplici ai 20 euro per i certificati per singolo nominativo) e per la copia delle planimetrie (4 euro). Ai certificati va aggiunta l’imposto di bollo. E non solo: gran parte di queste pratiche possono anche essere fatte direttamente on line al costo di 9 euro. Il servizio sarà attivo nei prossimi giorni.
La tabella con le imposte per le ispezioni ipotecarie (leggi PDF)
La tabella con i tributi speciali catastali (leggi PDF) per certificati, planimetrie e volture
Costi più bassi con la libertà di scelta – Certo non è detto che tutti se la sentano di andare a fare la fila all’ufficio provinciale – sono aperti dalle ore 8 alle ore 12 tutti i giorni compreso il sabato (nell’ultimo giorno lavorativo del mese, l’orario è limitato alle ore 11.00) - e abbiano voglia di districarsi tra i vari sportelli, ma vale la pena sapere che esiste anche questa opportunità e che far da sé consente di fare a meno dell’attività del notaio.
Un’attività, quella di ricerca della documentazione catastale, che i notai fanno pagare cara giustificandosi con i costi a loro carico: - “per una visura ipocatastale ventennale (l’unica in grado di garantire le parti) – ci ha infatti scritto un notaio - spendo mediamente 300 euro, le sarei grato se mi indicasse in che modo lei ritiene che un cittadino con la modica cifra di 6-9 euro potrebbe supplire agli accertamenti del notaio”. Come abbiamo visto supplire è possibile se si sa esattamente quali documenti occorrono per l’atto. Quanto ai costi sostenuti dai notai va detto che dal 1998 hanno l’accesso diretto alle banche dati on line tramite il sistema Sister al costo di qualche centinaio di euro l’anno, e possono quindi effettuare comodamente da studio tutte le visure e ottenere tutti i certificati pagando esattamente le tasse richieste allo sportello. Lo stesso altre categorie professionali quali ingegneri, architetti, geometri che pure fanno pagar care visure e accertamenti.
Ora nessuno vuol sottintendere che l’attività svolta per le compravendite dai professionisti, a partire dai notai, sia inutile, ma probabilmente sarebbe corretto offrire al cliente la possibilità di scegliere se procurarsi da sé la documentazione catastale necessaria – indicando in questo caso l’elenco esatto delle carte che occorrono – oppure lasciare al notaio il compito di occuparsi di tutto pagando, ovviamente, anche questa attività.
Lo sconto sempre a richiesta – D’altra parte il Consiglio del notariato, ossia l’ordine di categoria, si sta muovendo proprio sul fronte di una maggior attenzione al cliente e di recente ha pubblicato, insieme alle associazioni dei consumatori, una guida al sistema del prezzo-valore, ossia l’obbligo di indicare l’importo effettivo della compravendita pur pagando le tasse sul valore catastale quando l’atto non è soggetto all’Iva. Nella guida anche un paragrafo sulla riduzione del 30% dell’onorario prevista per questi atti. Una riduzione che, però, viene applicata solo a richiesta del cliente.
sabato 9 febbraio 2008
Finanziaria 2008
| Finanziaria 2008: le principali novità della manovra |
| La finanziaria 2008 ora approvata dal Senato ha confermato le riduzioni dell'IRAP e dell'Ires. Previsti anche tagli all'Ici, sconti fiscali sugli affitti e un bonus da 150 euro in tredicesima per i ceti più deboli. |
venerdì 8 febbraio 2008
CATANZARO ENTRA NELLA BASE DELLA RILEVAZIONE DEI PREZZI AL CONSUMO
Base costituita da 20 capoluoghi di regione e 64 capoluoghi di provincia. Il risultato conseguito è frutto del lavoro scrupoloso che finora è stato limitato alla rilevazione statistiche demografiche, alle indagini sulle forze lavoro e consumi delle famiglie, al censimento della popolazione, dell’agricoltura e dell’industria. Lavoro sul quale è stata impegnata una equipe di dipendenti comunali coordinati da Lucia di Taranto e che è stato apprezzato dall’Istat, la quale, nel rendere ufficiale l’estensione dell’incarico al rilevamento dei prezzi al consumo, ne ha sottolineato la completezza e la serietà .
Ogni anno, infatti, l’Istat invia agli uffici comunali di statistica l’elenco dei prodotti da rilevare. Beni e servizi vengono accompagnati da una scheda che ne deve descrivere la specifica. Per ciascun prodotto, in ogni Capoluogo, viene raccolto un numero di quotazioni di prezzo che varia in funzione del numero di varietà presenti localmente. Soddisfazione per il riconoscimento ottenuto è stata espressa dall’assessore Francesco Romeo, il quale, ha sottolineato come fin’ora, tra i Capoluoghi di Regione,”solo Catanzaro era rimasto fuori dal calcolo degli indici dei prezzi al consumo. Un obiettivo da lungo tempo perseguito dalle precedenti gestioni amministrative e che premia, dunque, il nostro ulteriore impegno teso al riconoscimento di questo nuovo compito”. Risultato rimarcato anche dal dirigente del settore demografico e decentramento, Gaetano De Vita, il quale, ha evidenziato come “ L’inserimento di Catanzaro tra i Capoluoghi di Regione incaricati nella rilevazione dei prezzi al consumo rappresenta un riconoscimento importante per l’amministrazione comunale, ma anche alla capacità professionale dell’apparato burocratico dell’ente. Anche da Catanzaro, quindi, parte il monitoraggio dell’andamento dei prezzi in un momento nel quale il costo della spesa è particolarmente avvertito da cittadini e parti sociali.Un particolare ringraziamento, quindi – ha aggiunto De Vita - va alla responsabile dell’ufficio statistica, Di Taranto ed al gruppo dei rilevatori costituito da: Vincenzo Lembo, Pina Rosi, Tommaso Gagliardi, Pietro Cuomo, Salvatore Chirillo, Francesco Rubino, perché proprio grazie al loro impegno ed alla loro dedizione è stato possibile raggiungere questo storico traguardo, tenendo conto che la rilevazione dei prezzi non veniva praticata nella città Capoluogo da circa 20 anni”.

